Storia della UILT

Il movimento filodrammatico Italiano.

In Italia le prime filodrammatiche nacquero alla fine del Settecento, soprattutto nell’ambito delle accademie; ma fu nell’Ottocento che il fenomeno divenne una realtà consolidata. Le filodrammatiche furono un vero serbatoio di attori per le cosiddette compagnie di giro; alcuni nomi sono ormai entrati a far parte della storia del teatro italiano: Oreste Calabresi, Giacinta Pezzana, Luigi Aliprandi, Edoardo Ferravilla, Luigi Carini e Virgilio Talli (il quale divenne il primo “direttore” della scena nazionale). Ma dove non arrivavano le compagnie di giro, erano le filodrammatiche, ieri come oggi, ad assicurare la capillare presenza del teatro in tutto il territorio nazionale.

Nei primi anni del Novecento, le compagnie amatoriali si moltiplicarono grazie all’attività delle organizzazioni dei lavoratori, che costituirono i primi circoli culturali e ricreativi veri e propri. Dai ranghi di quelle filodrammatiche uscirono nomi della portata di Gianfranco Giachetti, Antonio Gandusio, Cesco Baseggio e Gilberto Govi.

Durante il regime fascista, una legge del marzo del 1923 ridusse ad otto (almeno formalmente) le ore di lavoro giornaliere, con un limite massimo di 48 ore settimanali. Le attività ricreative, seppur irregimentate dalla dittatura, ebbero un nuovo impulso e il teatro del dopolavoro si fece più accurato, sia nell’organizzazione che negli allestimenti.

Verso la fine degli anni Venti, l’autorevole rivista di teatro “Comoedia” pubblicò una serie di articoli che testimoniano la valenza e la considerazione di cui godevano le compagnie amatoriali. Guido Salvini, fautore, contro le compagnie di giro, dei teatri stabili, propose come modello proprio le filodrammatiche: “formuliamo il voto che i proprietari di teatri guardino il grande cammino compiuto dalle società filodrammatiche. Teatri stabili in via di continuo miglioramento tecnico, compagnie affiatate di giovani volenterosi che, raggiunta dopo molto studio una notevole fusione, si cimentano anche fuori della propria città”.

Nel 1929 venne istituita una un’organizzazione unitaria per assicurare il più stretto controllo del regime fascista, l’Opera Nazionale Dopolavoro; anche la quasi totalità delle compagnie amatoriali venne inquadrata nell’O.N.D., che ovviamente impose le scelte ‘artistiche’ e assunse la direzione univoca delle rassegne. Nel 1937 un censimento stimava a 2.066 il numero delle filodrammatiche dell’O.N.D., alle quali aderivano circa 32.000 iscritti che operavano in 4.277 sale teatrali, con oltre 25.000 rappresentazioni per più di 2 milioni di spettatori.

Dopo il crollo del fascismo, nel dopoguerra il clima di speranza e di rinascita favorì una grande espansione delle filodrammatiche, che, col nome di G.A.D. (Gruppi d’Arte Drammatica), si associarono all’E.N.A.L. (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori), nato dalla liquidazione dell’O.N.D., nel 1945. L’Ente si propose di promuovere il sano e proficuo impiego delle ore libere dei lavoratori, tramite istituzioni ed attività dirette a sviluppare le loro capacità morali, fisiche ed intellettuali. All’interno dell’E.N.A.L., la Federazione Nazionale dei Gruppi di Arte Drammatica trovò i propri spazi, si ampliò e sviluppò idee ed eventi. Già nel 1948, a Pesaro, i tempi furono maturi per proporre il primo Festival Nazionale d’Arte Drammatica: l’avventura, che prosegue ancora oggi, diventò da subito la vetrina privilegiata del teatro di base.

Nel 1951 le rappresentazioni delle filodrammatiche furono ben 35mila, contro le 5mila del teatro professionistico; gli spettatori furono quasi tre volte di più, 6 milioni contro 2. Il calo dell’attività amatoriale cominciò ad evidenziarsi dall’anno 1959, e fu nel 1964 che venne toccato il minimo storico (9.961 rappresentazioni, con poco più di un milione di spettatori). Con l’inizio degli anni Settanta, il teatro dei filodrammatici cominciò gradualmente a riprendersi, ma nel 1977 venne annunciata la soppressione dell’E.N.A.L., che divenne effettiva con decorrenza 1° aprile 1979.

Nascita e primo sviluppo della UILT (1977-1989)

Il 3 ottobre 1977, fortemente motivati dalla crescente insofferenza verso una concezione meramente dopolavoristica del “fare teatro”, un piccolo gruppo di ‘visionari’ si incontrò per organizzare un ambizioso percorso teatrale; erano cinque drammaturghi della Società Italiana Autori Drammatici (Ruggero Jacobbi, Alessandro Brissoni, Aldo Nicolaj, Giorgio ProsperiMario Moretti) ed alcuni direttori di compagnie teatrali aperte al cambiamento ed alla ricerca: Fabrizio Rafanelli del G.A.D. Città di Pistoia, Ugo Giannangeli della Compagnia “Oreste Calabresi”di Macerata, Silvio Manini della Compagnia Stabile Monzese, Alessandro Nisivoccia del Teatro Popolare Salernitano. Furono loro a costituire la UILT, l’Unione Italiana Libero Teatro; lo scopo primario della federazione venne individuato proprio nell’opera di sganciamento del teatro di base dal ghetto dopolavoristico. Come primo presidente venne scelto Giorgio Prosperi, regista, autore e critico teatrale, mentre la segreteria fu affidata a Rodolfo Finzi.

Nel maggio del 1980, scaduto il primo triennio di attività, a Macerata si tenne una cruciale assemblea generale, convocata per discutere se proseguire o meno, stante l’esiguo numero di adesioni. Fu Ruggero Jacobbi a suggerire i presupposti per dare slancio all’Unione, indicando in Aldo Signoretti, attore, regista e scenografo, la persona adatta ad assumere la carica di presidente. Un aiuto fondamentale e decisivo fu assicurato dalla S.I.A.D., che offrì una parte dei propri uffici di Roma come sede della UILT, e dal grande lavoro di segreteria svolto dall’esperto Rodolfo Finzi. Durante la presidenza Signoretti si registrò, in effetti, una importante crescita delle adesioni e soprattutto dell’immagine e della credibilità dell’Unione; ciò permise, tra l’altro, di ottenere dei contributi dal Ministero e di promuovere qualche valida iniziativa, che diede una certa visibilità all’organizzazione. In modo più metodico, furono presi contatti con le altre federazioni nazionali e con quelle mondiali, e vennero stipulate le polizze assicurative a favore delle compagnie e dei tesserati.

Nel 1984, a Pesaro, venne eletto il nuovo Consiglio Direttivo, che designò Rodolfo Finzi alla presidenza e Gabriele Solfanelli alla segreteria. Nel gennaio del 1985 la UILT contribuì alla costituzione del Centro Italiano Teatro Amatori, che raccoglie, in un’unica rappresentanza italiana presso l’A.I.T.A. (Association Internationale du Théâtre Amateur), le tre federazioni nazionali, cioè, oltre alla nostra Unione, la F.I.T.A., il T.A.I. Il Ministero, in considerazione del lavoro svolto, aumentò in modo consistente il contributo annuo e, anche grazie al nostro forte impulso, adottò nuove norme che resero meno difficoltoso l’ottenimento del nulla osta per la cosiddetta “agibilità”. La UILT, inoltre, assunse una posizione molto decisa per l’inserimento della voce “teatro amatoriale” nel Disegno di Legge del Ministro Lagorio; l’attività svolta per lo sviluppo delle manifestazioni teatrali fu molto significativa, sopratutto perché, accanto a rassegne ormai tradizionali e prestigiose, ne vennero varate di nuove e coraggiose, ponendo le premesse per una approfondita analisi del ruolo artistico dell’Unione. Infine, nella riunione del marzo del 1986, il Consiglio Direttivo deliberò di dare inizio alla pubblicazione del bollettino “Notizie U.I.L.T.”, affidandone la direzione a Guido Fabbri, organizzatore teatrale, già sindaco di Fano e assessore provinciale alla cultura.

L’assemblea del giugno 1986, a Frascati, potè dunque aprire i lavori con una gratificante analisi dell’ottimo lavoro svolto, per poi ribadire il proprio impegno per una  politica culturale ed associativa ancor più forte e qualificata. Il Consiglio Direttivo elesse alla presidenza Guido Fabbri, ben noto ancheper  il suo impegno in qualità di direttore del Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro; alla segreteria fu riconfermato Gabriele Solfanelli. Il triennio 1986-1989 fu caratterizzato da un ulteriore miglioramento delle attività, della qualità culturale e dell’immagine dell’Unione, con una presenza sempre più capillare sul territorio con convegni, rassegne e spettacoli: merito del dinamismo dei gruppi e dell’oculata gestione finanziaria del contributo ministeriale.

L’esigenza di una maggiore presenza sul territorio indusse la UILT a prevedere la costituzione di strutture periferiche di livello regionale; la prima fu quella della Campania, istituita nel mese di aprile del 1989. Fu una scelta decisiva per il futuro dell’Unione, che ancora oggi si qualifica come un organismo radicato in modo fondamentale sulla sua natura prettamente regionale, a diretto contatto con le compagnie del territorio.

La UILT arrivò all’assemblea di Ariccia nel settembre del 1989 con risultati decisamente positivi, potendo contare su 102 compagnie iscritte. Fu un altro momento importante e delicato, poiché alla sostanziale approvazione dell’operato precedente, si accompagnò la richiesta dei delegati di essere riconvocati a breve per approfondire meglio le linee di politica culturale. Il Consiglio Direttivo, dopo aver confermato Guido Fabbri alla presidenza ed eletto Ermanno Iencinella alla segreteria, convocò dunque, per il marzo seguente, un’assemblea straordinaria a Riccione.

La grave crisi dei primi anni Novanta (1990-1992)

Nel 1990, proprio mentre il teatro amatoriale tornava ai livelli quantitativi dei primi anni Cinquanta (circa 40mila rappresentazioni con 6 milioni di spettatori), il Ministero decurtò in maniera drastica il contributo alle federazioni; all’improvviso, dunque, l’equilibrio finanziaria dell’Unione divenne estremamente difficile. Il presidente Guido Fabbri, che aveva garantito personalmente l’anticipo sul previsto finanziamento ministeriale, visse la situazione in uno stato di pesante e grave prostrazione fisica e psicologica; il 2 settembre 1990 venne stroncato da un arresto cardiaco. La sua scomparsa fu non solo un dramma per tutti coloro che gli erano stati amici e compagni nell’impresa di affermare il valore culturale e sociale del libero teatro, ma ebbe anche pesanti contraccolpi per il vuoto lasciato nella complessa attività gestionale della UILT, a cui aveva consacrato tutte le sue forze.

Nella riunione del Consiglio Direttivo, svoltasi il 6 ottobre 1990 a Pesaro, venne eletto presidente Silvio Manini, drammaturgo, attore e regista, uno dei fondatori della UILT; come segretario venne scelto Mario Magrini. Gli anni 1991 e 1992 furono durissimi: molte compagnie se ne andarono (ne restarono solo 48); si eclissarono, in qualche caso in modo poco elegante, molti dirigenti che avevano operato nei vari organismi; diverse manifestazioni furono sospese per l’azzeramento dei finanziamenti; il peso dei debiti accumulati dalla precedente gestione fu a dir poco disastrosoo. Manini si trovò spesso da solo a tirare il carro, ma riuscì a far rinascere la fiducia e a ricostituire un gruppo dirigente pronto ad impegnarsi per condurre l’Unione ad una nuova ripartenza (non senza mancare di dare il proprio aiuto alla famiglia Fabbri). Fu davvero un’impresa ciclopica, che salvò letteralmente la UILT dalla dissoluzione; se oggi la nostra Unione è ancora forte e vitale, va riconosciuto sopratutto a lui, Silvio Manini, il merito di averla salvata in quel drammatico frangente.

La rinascita della UILT: consolidamento ed espansione (1993-2001)

Nel marzo del 1993 l’Assemblea di Riccione confermò Silvio Manini alla presidenza, mentre i compiti di segreteria vennero suddivisi. Ci fu il via libera alla stipula della Convenzione con l’A.R.C.I. ed il Consiglio Direttivo, partendo dall’esempio della Campania, accelerò il programma di costituzione delle strutture regionali: nel 1994 Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Umbria; nel 1995 Piemonte, Toscana e Veneto; nel 1996 le Marche). L’Unione, superata la bufera, riuscì a rilanciare le proprie attività in modo efficace e qualificato, tornando a garantire un ampio ventaglio di servizi (assicurazioni, assistenza per le pratiche burocratiche, aggiornamenti su rassegne e repertori e così via). Nel luglio del 1995 il bollettino trimestrale “Notizie U.I.L.T.” riprese le pubblicazioni; l’anno seguente viene stampato il primo “Vademecum” giuridico-legale per le compagnie.

L’opera di recupero ed espansione fu proficua e soddisfacente; nel 1996 le compagnie affiliate erano già 154. La nuova assemblea elettiva si tenne ad Umbertide e fu preceduta da un incontro con i dirigenti dell’A.R.C.I., convocato per esaminare le cause della scarsa integrazione tra le due associazioni. Il nuovo Consiglio Direttivo, dopo la riconferma di Silvio Manini come presidente el’elezione a segretario di Giuseppe Stefano Cavedon, diede un forte impulso alla rinata UILT: costituzione di nuove strutture regionali (nel 1998 Lazio, Lombardia e Sicilia); aggiornamento dello Statuto; istituzione di un coordinamento per le rassegne; sviluppo dei rapporti internazionali; primo progetto di sito Internet. Nell’aprile del 1997 l’assemblea di Rimini deliberò l”approvazione del nuovo statuto (che tra l’altro sancì la cadenza annuale dell’assemblea stessa) e decise di istituire un Centro Studi, che nel giugno del 1998 ebbe come suo primo direttore Alfonso De Stefano. Nello stesso anno, l’assemblea si riunì ancora a Rimini; oltre ad approvare alcuni ritocchi allo statuto per adeguarlo al Decreto Legislativo n. 460/1997, affrontò in modo definitivo la questione dei rapporti con l’A.R.C.I.; preso atto della stasi e della mancanza di progressi, decise di non rinnovare la Convenzione.

Il 13 novembre 1998 segnò un altro momento importante per la storia della UILT, anche se purtroppo gli esiti non furono quelli sperati. Su propria iniziativa, ed a cura del Centro Italiano del Teatro Amatoriale, si svolse a Roma la Conferenza delle Federazioni nazionali, che compilò una richiesta di emendamenti alla proposta di legge in esame alla Camera, ritenuti necessari per la promozione e la tutela del teatro amatoriale.  La Legge di Disciplina dell’Attività Teatrale viene approvata nel luglio del 1999; l’inserimento, come auspicato, di un esplicito riferimento alle “compagnie amatoriali”, sancì finalmente il riconoscimento e la tutela del teatro di base. La legge passò dunque all’esame del Senato, ed anche la UILT si mobilitò per sollecitarne la definitiva approvazione; il tutto, però, venne vanificato dallo scioglimento anticipato del Parlamento. Fu un momento di grande amarezza, ma rappresentò comunque un punto fermo per confermare l’importanza di tenere sempre aperta una interlocuzione nei confronti delle istituzioni (negli anni successivi con esiti migliori).

Nel 1999 le compagnie iscritte alla UILT erano 275. Rimini ospitò ancora l’assemblea generale, che confermò Silvio Manini alla presidenza ed elesse Loris Frazza alla segreteria. Proprio l’anno 2000 sancì un’altra tappa importante: il notiziario si trasformò nella rivista “Scena” e, puntualmente ogni trimestre, iniziò ad essere spedita ai tesserati ed a raggiungere  le scrivanie di operatori teatrali, assessori e uomini politici, funzionari di enti pubblici e privati. L’assemblea, sempre a Rimini, dibatte sulla legge per il teatro, sull’idea di un Festival Nazionale con selezioni a livello regionale, sul progetto ancora non realizzato di un sito Internet. Vengo costituite altre strutture regionali: Friuli Venezia Giulia e Puglia. L’assemblea del 2001 si sposta a Riccione, ed il primo nucleo del Centro Studi organizza gli “Incontri formativi”; ma nel secondo semestre, l’E.N.P.A.L.S. emana una serie di circolari che mettono in seria difficoltà l’operatività delle filodrammatiche.

Gli anni Duemila: la grande crescita del primo decennio (2002-2010)

Nel 2002 le compagnie iscritte erano 438, per un totale di 5.536 tesserati: la tendenza alla crescita era ormai ben consolidata. In quell’anno era previsto il rinnovo degli organi statutari, ma si determinò un disaccordo sulla prospettiva di individuare, come di consueto, una candidatura unitaria alla presidenza. Il 10 marzo, a Roma, nel corso di una riunione del Consiglio Direttivo, si raggiunse un’ipotesi di mediazione sul nome di Cavedon, accolta all’unanimità; ma nel corso dell’assemblea di aprile, riunita a Fognano, i rappresentanti della Campania, a sorpresa, ripresentarono la candidatura di Alfonso De Stefano. In un clima ovviamente un po’ teso, i delegati elessero comunque, come presidente, Giuseppe Stefano Cavedon, confermando Loris Frazza alla segreteria. A guidare il Centro Studi fu chiamato Giuseppe Liotta, docente del DAMS di Bologna. 

In quel momento, il problema più urgente e preoccupante era rappresentato dalle ricadute della già citata circolare n. 21 dell’E.N.P.A.L.S. Il 28 giugno 2002, a Roma, presso la sede nazionale dell’A.G.I.S., si riunirono pertanto in seduta congiunta il Consiglio Direttivo della UILT ed il Consiglio Federale della F.I.T.A. (con la sua presidente Fiammetta Fiammeri),  per cercare una risposta ed una soluzione comune, e per procedere alla costituzione della Conferenza Permanente delle Federazioni Italiane di Teatro Amatoriale. Partecipò alla seduta anche Nicola Bono, sottosegretario del Ministero dei Beni e Attività Culturali, e Massimo Antichi, direttore generale dell’E.N.P.A.L.S. Quella riunione rappresentò un evento di enorme importanza per il teatro amatoriale italiano; fu infatti il punto di partenza per una collaborazione che sarebbe poi sfociata nella stipula della ben nota Convenzione con l’E.N.P.A.L.S., uno strumento di grande efficacia per semplificare le procedure e per tutelare la specificità delle compagnie amatoriali.

Nel 2003 l’assemblea arrivò per la prima volta in Sicilia, nella fattispecie a Sciacca; ampio spazio venne dedicato alla stesura dei regolamenti interni. Negli anni successivi proseguì l’opera di ramificazione territoriale della UILT, con l’istituzione di nuove strutture regionali: la Calabria nel 2002, la Liguria e la Sardegna nel 2003, il Molise nel 2004. Nel frattempo, il 30 novembre 2003 si era riunita a Roma un’importante assemblea straordinaria, per approvare le modifiche statutarie richieste dal Ministero del Lavoro, in modo da ottenere l’iscrizione al Registro Nazionale delle Associazioni di promozione sociale, poi confermata nell’aprile del 2004. Anche questa operazione di adeguamento giuridico costituì un passaggio di grande rilievo per le prospettive future dell’Unione.

Sempre nell’anno 2004, fu la città di Imperia ad ospitare l’assemblea annuale. L’attività progettuale ne uscì confermata e rafforzata: gli incontri formativi, le rassegne, la regolamentazione interna, la collaborazione con altri enti ed associazioni. Il Consiglio Direttivo decise il trasferimento della sede nazionale presso il Teatro Cristallo di Bolzano; nella primavera seguente venne pubblicato il “Vademecum 2005” che, oltre al puntuale e dettagliato aggiornamento delle parte giuridico-fiscale, aggiunse la raccolta delle norme interne ed un’utile informativa sui festival e le rassegne.

Nel 2005 le compagnie iscritte erano ancora salite: 549 in tutto, per un totale di 7.478 tesserati. In aprile, a Cattolica, l’assemblea elettiva scelse come presidente Quinto Romagnoli, attore, regista ed operatore teatrale, confermando ancora Loris Frazza alla segreteria. Anche l’assemblea del 2006 si svolse a Cattolica; oltre alle consuete deliberazioni istituzionali, venne discussa l’idea di organizzare il Festival “Teatro delle Regioni”. L’assemblea del 2007 si tenne invece a Vico Equense.

Nel 2008, con le compagnie arrivate a quota 638, per un totale di 9.830 tesserati, fu la città di Pesaro ad ospitare l’assemblea elettiva; il nuovo presidente fu Luigi Antonio Mazzoni, drammaturgo e regista, mentre alla segreteria venne confermato Loris Frazza. In quel frangente tornò alla ribalta la legge quadro per lo spettacolo: le proposte presentate alla Camera dei Deputati non contenevano alcun accenno al teatro amatoriale; la UILT intervenne presso la Commissione Cultura e coinvolse nell’iniziativa anche altre federazioni. A settembre  si costituì la struttura regionale dell’Abruzzo.

L’assemblea del 2009 si riunì a Maggiari di Terrasini, con il focus incentrato sopratutto sull’ampio dibattito sulle linee operative del Centro Studi; come nuovo direttore, il terzo dopo De Stefano e Liotta, venne scelto Flavio Cipriani. Nel 2010 l’assemblea di San Donato Milanese ebbe proprio modo di verificare il nuovo impulso impresso alle attività del Centro Studi: un corso di illuminotecnica, un seminario condotto dal maestro Bogdanov, un convegno sulla drammaturgia dell’attore… e negli anni a venire molte e qualificate iniziative.

Gli anni Duemila: il consolidamento del secondo decennio (2011-2019)

Nel 2011 le statistiche della UILT registrarono un altro notevole passo un avanti: 812 compagnie  per 12.794  tesserati (di cui 942 minorenni). Il 1° maggio, a Cattolica, l’assemblea elesse nuovamente presidente Giuseppe Stefano Cavedon, mentre il Consiglio Direttivo nominò nuovo segretario nazionale Domenico Santini. Fin da subito, il nuovo esecutivo dovette affrontare e risolvere un’importante questione sollevata dalle compagnie, vale a dire l’adeguamento ed il miglioramento della copertura assicurativa della polizza infortuni. Successivamente il Consiglio potè dedicarsi alla realizzazione di una serie di importanti progetti: la risistemazione del sito e l’attivazione del sistema gestionale per le iscrizioni via web; l’istituzione di un Festival Nazionale della UILT; la promozione di attività teatrali nelle scuole. Non mancarono poi alcuni interventi di ‘emergenza’ di notevole rilievo: il confronto con il Ministero del Lavoro per il mantenimento della UILT nell’Albo delle Associazioni di promozione sociale; il confronto con l’I.N.P.S. per il mantenimento della Convenzione stipulata nel novembre del 2002 con l’ex ENPALS; la rielaborazione ed il rinnovo del Protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione.

Alla fine del 2012, il Consiglio Direttivo decise il trasferimento della sede legale da Bolzano ad Amelia (Terni), la cui inaugurazione si concretizzò nel giugno del 2013, unitamente alla fase di avvio della creazione di una video/biblioteca teatrale. Nel 2014, nel corso delle assemblee di Montecatini Terme e Roma, venne eletto come nuovo presidente Antonio Perelli, affiancato come segretario dal riconfermato Domenico Santini.

L’anno 2015 deve essere ricordato per almeno due importanti eventi: la firma del protocollo con il M.I.U.R., in collaborazione con l’AGITA, al fine di consolidare e rinnovare il rapporto scuola/teatro; l’esordio ad Oliveto Citra della prima edizione della rassegna Tracce, organizzato dal Centro Studi ed incentrato su laboratori, spettacoli e convegni di teatro contemporaneo. Nel 2016 si svolse invece la terza edizione del Festival Nazionale UILT, presso la città di Velletri.

Nel febbraio del 2017, con 851 compagnie associate per oltre 14.400 soci (di cui 2.325 minorenni), andò a compimento la trasformazione della UILT Trentino Alto Adige in due strutture distinte, per adeguarle alle diverse specificità delle due province autonome e permettere loro, quindi, di poter svolgere al meglio i propri compiti. Nella stessa occasione si riunì, sempre a Trento, anche un’assemblea straordinaria per l’approvazione del nuovo statuto, che, tra le altre cose, sancì la costituzione del Comitato Esecutivo, nuovo organo sociale prettamente operativo.

Sempre nel 2017, per l’esattezza il 30 aprile, a Cattolica si riunì l’assemblea elettiva, che confermò sia Antonio Perelli che Domenico Santini, rispettivamente, come presidente e segretario. Due eventi hanno caratterizzato il secondo semestre 2017. Il primo fu di carattere istituzionale: la sottoscrizione, insieme alla FITA, della Carta di Pesaro, documento che ha voluto testimoniare il ruolo del teatro amatoriale in Italia e che è stato presentato ai ministeri ed agli enti competenti in materia. Il secondo, purtroppo, è stato un evento luttuoso: la perdita del presidente onorario Silvio Manini, figura tra le più importanti di tutta la storia della UILT.

Per quanto riguarda il 2018, è importante sottolineare, quantomeno, la manifestazione “Il Teatro Filodrammatico, ieri, oggi e domani”, organizzato nel mese di novembre con la collaborazione del DAMS di Bologna; oltre a convegni e dibattiti nella prestigiosa sede universitaria, sono stati presentati tre spettacoli di nostre compagnie presso il centro culturale La Soffitta. Sempre a fine anno, presso il Cinema Teatro Comunale di Catanzaro si svolse la fase finale del nostro Festival Nazionale, mentre nel mese di giugno del 2018 fu la volta dell’inaugurazione ufficiale, ad Amelia, della Biblioteca Nazionale UILT, dedicata a Roberto Galvano, grande dirigente dell’Unione. Infine, tra le molte attività formative organizzate dal Centro Studi deve essere segnalato il proseguimento della rassegna annuale Tracce, sempre ad Oliveto Citra.

Nel 2019 la crescita numerica delle compagnie affiliate ha segnato un ulteriore ‘record’: 922 gruppi, per oltre 16.000 tesserati. L’assemblea, in occasione del riconoscimento di Matera capitale della cultura europea, si tenne appunto nella città lucana, mentre a Bologna, nel mese di giugno, la UILT si assunse l’onere organizzativo dell’Assemblea del CIFTA, organismo internazionale di teatro amatoriale di cui siamo parte.

Purtroppo, come un fulmine a ciel sereno, il mese di luglio del 2019 ha colpito dolorosamente tutta la UILT, con la prematura scomparsa, dopo una breve malattia, del nostro amato presidente Antonio Perelli. Il suo garbato modo di agire, la sua immensa cultura teatrale (e non solo), la sua capacità di mediazione e di dialogo, oltre all’instancabile impegno per il bene della UILT, hanno lasciato un segno indelebile nei nostri cuori.

Per dovere istituzionale, si è dovuta convocare, a settembre, l’assemblea straordinaria per l’elezione del nuovo presidente e degli organismi statutari. I candidati erano due; rispetto ad Orazio Picella, è risultato eletto Paolo Ascagni, a cui si è affiancato un Comitato Esecutivo in gran parte rinnovato. La nuova squadra ha potuto iniziare ad operare dopo il Consiglio Direttivo di Ostra, riunitosi nel mese di dicembre per valutare i nuovi progetti e le relative deleghe.

La UILT nel drammatico contesto dell’emergenza Covid (dal 2020 ad oggi)

Come detto, il nuovo Comitato Esecutivo, che aveva iniziato subito la sua attività con idee e progetti molto innovativi, ha dovuto combattere una durissima battaglia con il nemico che tutti abbiamo imparato a conoscere – la terribile pandemia del Covid19 – e che di fatto ha bloccato tutte le attività in presenza, sia nel 2020 che nel 2021: un dramma per la UILT e per le sue compagnie amatoriali, una tempesta inimmaginabile e dalle conseguenze gravissime. Quasi tutte le compagnie hanno dovuto sospendere le proprie attività, molte altre hanno addirittura chiuso per mancanza di prospettive. 

Questa situazione emergenziale è pesata anche dal punto di vista delle affiliazioni; pur avendo diminuito in modo molto consistente le quote di iscrizione, la contrazione numerica é stata di circa il 20% (ma con minori entrate per almeno il 60%, appunto per effetto delle agevolazioni). Nonostante tutto la UILT non si è fermata, ha affrontato con determinazione e tenacia questa durissima prova, e ha rivisto e rimodulato radicalmente tutti i propri progetti. Senza perder tempo in sterili ed inutili “tradizionalismi“, si è adattata e ha valorizzato le potenzialità dei mezzi tecnologici, ovviamente per quanto possibile ma comunque con grande professionalità. 

I risultati ci hanno premiato, poiché le diverse iniziative poste in essere in versione on-line hanno riscosso ottimi riscontri: il corso di teatro educativo e sociale, il progetto donne, il progetto del teatro di ricerca, il corso di teatro terapeutico, il progetto per lo studio sul teatro amatoriale. L’utilizzo di questo strumento è stato utilissimo per tenere vivo il legame con le compagnie in un periodo così difficile, peraltro coinvolgendone tantissime nei vari eventi e scongiurando il rischio di un black out totale; l’esperienza fatta, inoltre, ci ha fatto capire l’importanza e l’opportunità di continuare ad utilizzare la modalità on-line anche in futuro, ovviamente con criteri diversi e confacenti all’auspicato ritorno alla normalità, e ferma restando la centralità del teatro come presenza fisica e atto sociale.

E tuttavia, pur con le molte difficoltà del caso, siamo riusciti ad incontrarci anche ‘dal vivo’, nei momenti in cui la situazione ce lo ha permesso; abbiamo infatti organizzato due riunioni del Consiglio Direttivo, a Mantova e Riccione. Ma soprattutto, nel mese di settembre del 2021, abbiamo dato corso al primo Campus Giovani della UILT, che per ovvi motivi poteva e doveva essere realizzato solo in presenza. Il Progetto Giovani, fin dall’origine, si è qualificato come una delle proposte fondamentali per il nuovo Esecutivo e per tutta la UILT; ebbene, la prima esperienza, concretizzatisi a Borgo Valsugana con ragazzi provenienti da tutta Italia, è stata veramente straordinaria, per l’intensità emotiva, per l’ottimo clima di sinergia e condivisione, per le prospettive che si sono aperte.

Infine, dobbiamo sottolineare il grande impegno profuso per l’adeguamento statutario della nostra associazione e per la metodica e puntuale assistenza alle nostre compagnie, in ossequio alle nuove disposizioni di legge per gli Enti del Terzo Settore. In tal senso, la UILT ha dato corso ad una significativa e complessa trasformazione strutturale, articolata su tre livelli: la nuova configurazione di associazione di persone fisiche; il rafforzamento del ruolo centrale delle compagnie iscritte; e soprattutto la costituzione della UILT in Rete Associativa. Tutto ciò ci permetterà di cogliere al meglio le molte, nuove opportunità aperte dal Codice del Terzo Settore, da un lato per garantire un supporto sempre più qualificato alle compagnie, dall’altro per permettere alla UILT l’apertura a orizzonti e prospettive diverse, più adatte alle profonde trasformazioni del contesto sociale, artistico e culturale.   

A tale scopo è stato redatto il nuovo statuto, approvato nel corso dell’assemblea on-line del 23 maggio 2021, che verrà utilizzato anche per la richiesta di personalità giuridica della UILT, altro passaggio di estrema importanza.